RIGAS

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Il lavoro e i suoi diritti sono un bene comune, rappresentano il grado di civiltà di un paese. Nonostante il tanto parlare in questi anni, della fine della centralità dell’economia materiale e del lavoro, in favore della finanziarizzazione e della terziarizzazione, il lavoro, e le sue condizioni nella loro accezione più ampia, ritorna prepotentemente centrale e di attualità.

In particolare nella drammatica crisi globale che stiamo attraversando, si moltiplicano le lotte, anche in forme eclatanti, per la difesa dei posti di lavoro in tanti settori e non solo industriali, come quelle dei lavoratori precari nei settori della scuola e della ricerca, mentre aumenta la cassa integrazione, cresce la disoccupazione, un giovane su 4 è senza lavoro e al massimo può aspettarsi un impiego precario.

E’ questo sistema produttivo e di sviluppo, basato sulla competizione sui costi e sulla bassa qualità, che è in crisi. Ma invece di una riconversione rivolta alla qualità dei prodotti, alla loro compatibilità ambientale, all’uso razionale delle risorse energetiche, che avrebbe bisogno di investire di più sulla qualificazione del lavoro e sulla conoscenza, si continua a tagliare sul costo del lavoro e dei suoi diritti.

Questo sta dietro l’attacco messo in atto dalla Fiat, a Pomigliano, a Melfi,  ma è un disegno generale che trova tanti altri alleati, contro il Contratto nazionale di lavoro, ossia lo strumento per unificare in tutto il paese i trattamenti e le condizioni di lavoro. Infatti, Federmeccanica, l’associazione delle imprese meccaniche aderente a Confindustria, ha proprio oggi disdetto il Contratto nazionale di tutti i lavoratori metalmeccanici, che scadrebbe a  fine 2011.

Si vuole derogare dalle regole già contrattate, che non sono proprietà delle organizzazioni sindacali, ma diritti di tutti i lavoratori, addirittura andando fuori dalla Costituzione. Se questo progetto andasse in porto, saremmo di fronte ad un arretramento sociale complessivo, i diritti e i trattamenti sarebbero diversi da territorio a territorio e legati alla singola azienda, lasciando i lavoratori ognuno per se, senza uno strumento di difesa collettiva.

Si portano gli Stati Uniti ad esempio, ma lì la pesante crisi dell’auto è stata aggravata proprio dalla mancanza dello stato sociale e del contratto nazionale; oppure, per investire in Italia, si vorrebbe fare il confronto con le condizioni della Polonia, della Serbia o della Cina. Il problema semmai è migliorare le condizioni dei lavoratori di questi paesi, non fare arretrare quelle conquistate dai lavoratori in Europa: questo per noi significa progresso.

Purtroppo dal versante della politica, anche quella di opposizione e delle sinistre, non c’è una grande attenzione ai problemi del lavoro. Oggi, mentre si è ormai aperta la crisi di questa maggioranza di governo, è ancora più necessario che il mondo del lavoro dipendente torni con forza a far sentire il suo punto di vista.

Rigas raccoglie al suo interno anche realtà sindacali, tra cui Fiom e FP Cgil e come Rete condivide l'analisi secondo cui il lavoro è uno dei temi centrali di cui in Italia c'è bisogno di occuparsi da più punti di vista, quello del diritto al lavoro, ma anche quello della sostenibilità ambientale e quindi della necessaria riconversione di molte realtà produttive.

Per porre concretamente la questione di una riconversione dell’attuale modello di produzione e di consumo, che sta al fondo della crisi economica, occupazionale, ambientale e climatica che stiamo attraversando, oltre alle lotte e alla partecipazione consapevole del mondo del lavoro, servono le lotte e il coinvolgimento di tutti i soggetti che, partendo dalle proprie specificità, intendono battersi per cambiare lo stato di cose esistenti.

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Rigas aderisce alla manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per sabato 16 ottobre a Roma: “Per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica”.

Crediamo che la manifestazione del 16 ottobre può essere una occasione importante per far tornare al centro le ragioni del lavoro, dei diritti, dei beni comuni, di un altro modello sociale e produttivo, per questo invitiamo tutti a partecipare.

 

Per approfondire:

 

FIOM CGIL

FP - Funzione Pubblica CGIL

Brigate della solidarietà attiva

 

 

 

 
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