La sovranità alimentare è il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i propri sistemi agricoli e alimentari. Pone le aspirazioni e i bisogni di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti al cuore del sistema e delle politiche alimentari.
Difende gli interessi e contempla le future generazioni. Offre una strategia di resistenza e smantellamento rispetto all’attuale regime commerciale alimentare sostenuto dalle corporation e un orientamento per i sistemi alimentari, agricoli, pastorali e della pesca definiti dai produttori e utilizzatori locali.
La Sovranità alimentare riconosce priorità a economie e mercati locali e nazionali; promuove un commercio trasparente che garantisca redditi equi a tutte le persone così come il diritto dei consumatori al controllo della propria nutrizione. Assicura che i diritti d’uso e gestione di terre, territori, acque, semi, mandrie e biodiversità siano nelle mani di coloro che producono il cibo. La Sovranità alimentare implica nuove relazioni sociali libere da oppressione e ineguaglianze fra uomini e donne, popoli, gruppi etnici, classi economiche e generazioni. (Definizione del Forum di Nyeleni 2007)
L'agricoltura e l'alimentazione sono fondamentali per tutti i popoli, sia in termini di produzione e disponibilità di quantità sufficienti di alimenti nutrienti e sicuri, sia in quanto pilastri di comunità, culture e ambienti rurali e urbani salubri.
Tutti questi diritti vengono erosi dalle politiche economiche neoliberiste che con crescente enfasi spingono le grandi potenze economiche come gli Stati Uniti e l'Unione Europea, attraverso istituzioni multilaterali come l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), il Fondo Monetario Internazionale (IMF) e la Banca Mondiale.
Invece di garantire l'alimentazione per tutta la gente del mondo, questi organismi presiedono un sistema che moltiplica la fame e diverse forme di denutrizione, con l'esclusione di milioni di persone dall'accesso a beni e risorse produttive come la terra, l'acqua, le sementi, le tecnologie e le conoscenze. Occorrono cambiamenti urgenti e fondamentali a questo regime mondiale.
La sovranità alimentare è un diritto fondamentale dei popoli
Per garantire l'indipendenza e la sovranità alimentare di tutti i popoli del mondo, è essenziale che gli alimenti siano prodotti mediante sistemi di produzione diversificati, su base contadina. La sovranità alimentare è il diritto di ogni popolo a definire le sue politiche agrarie in materia di alimentazione, proteggere e regolare la produzione agraria nazionale e il mercato locale al fine di ottenere risultati di sviluppo sostenibile, e decidere in che misura vogliono essere autosufficienti senza rovesciare le loro eccedenze in paesi terzi con la pratica del dumping. La sovranità alimentare non nega il commercio (internazionale), piuttosto difende l'opzione di formulare quelle politiche e pratiche commerciali che servano ai diritti della popolazione per una produzione (alimentare) nutriente, sana ed ecologicamente sostenibile.
Per conseguire e preservare la sovranità alimentare dei popoli e garantire la sicurezza alimentare, i governi dovranno adottare politiche che diano impulso a una produzione sostenibile , basata sulla produzione familiare contadina, al posto di un modello industriale, dagli alti consumi e orientato all'esportazione.
No alle politiche agricole e alimentari neoliberiste
Non si deve concedere priorità al commercio internazionale al di sopra degli fini sociali, ambientali, di sviluppo o culturali. Bisogna dare priorità alla produzione di sussistenza e culturalmente appropriata di alimenti sani, nutritivi, di buona qualità e a prezzi ragionevoli, per il mercato interno e i mercati subregionali e regionali. La liberalizzazione del commercio, che lascia nelle mani delle forze del mercato (le poderose imprese transnazionali) le decisioni riguardo a ciò e a come si producono e si commercializzano gli alimenti, non può dare compimento a queste importanti mete sociali.
L'OMC è antidemocratica, non rende conto a nessuno, ha aumentato le disuguaglianze mondiali e la insicurezza, fomenta modelli di produzione e consumo insostenibili, erode la diversità e mina altre priorità sociali e ambientali. Ha dimostrato di essere impermeabile alle critiche rispetto al suo funzionamento e ha respinto i reclami di riforma del sistema. L'OMC è un'istituzione completamente inadeguata per affrontare i temi dell'agricoltura e dell'alimentazione.
Rigas appoggia e assume come propria la lotta per democratizzare le politiche internazionali e per l'istituzione di organismi capaci di comprendere e difendere politiche sostenibili rispetto all'alimentazione e all'agricoltura a difesa della sovranità alimentare dei popoli.
Per approfondire:
ACRA - Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina Brigate della solidarietà attiva Ass. MISA bioarchitettura e agricoltura rurale APS (L'Aquila)


