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Da Cochambamba a Cancun e oltre, per la giustizia climatica

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giustizia sociale, giustizia ambientale, clima, Cancun, CochabambaDa quando il dibattito sul cambiamento climatico ha preso una nuova spinta, a partire dalla divulgazione del rapporto dell’IPCC e dalle conferenze di Bali, Copenaghen e la Conferenza dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Terra Madre svoltasi a Cochabamba, i movimenti e le organizzazioni sociali, insieme alle reti e alle articolazioni internazionali, sono arrivati a costruire un insieme di iniziative popolari per rafforzare un movimento globale per la giustizia climatica.

 

Queste iniziative condividono - nonostante la loro diversità - la stessa prospettiva strategica. Per far fronte alla grave crisi climatica globale è necessario sviluppare cambiamenti radicali e abbandonare le false soluzioni che peggiorano solo il problema, ponendo i diritti dei popoli e la natura come focus dello stesso dibattito.

 

Pensiamo che sia necessario cambiare il sistema di produzione e consumo imperante basato su un modello di sviluppo e un modo di relazionarsi con la natura come depredatore e scorretto e andare verso nuovi modelli di vita basati sulla giustizia sociale, ambientale e climatica.
Per noi, le soluzioni reali nei confronti del riscaldamento globale si raggiungono con una riduzione effettiva delle emissioni dei gas serra e per il risarcimento del debito climatico che il Nord industrializzato ha accumulato nel Sud. Le soluzioni reali sono la giustizia climatica, ambientale e sociale, il rispetto dei diritti umani e l’autodeterminazione dei popoli, la sovranità alimentare, il recupero dei territori e la riforma agraria, l’agricoltura contadina e l’integrazione e la solidarietà tra i popoli.

Lottiamo per il riconoscimento delle responsabilità e degli impegni differenziati sia nelle riduzioni che nell’assunzione dei costi dell’adattamento e della mitigazione. Lottiamo per una giusta transizione, basata sulla giustizia climatica, ambientale, sociale e di genere verso un nuovo modello che garantisce il lavoro dignitoso, la creazione di posti di lavoro buoni e il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Lottiamo per la difesa dell’acqua, della sua gestione democratica, sociale e comunitaria che aiuti ad arrestare la crisi climatica. Lottiamo per una riforma agraria e il sostegno all’agricoltura contadina indigena locale che ha mostrato la propria capacità di produrre in armonia con la natura. Lottiamo per la protezione e la gestione comunitaria e sostenibile delle foreste e per la transizione verso la produzione di energia pulita e rinnovabile.

Dopo il debole e antidemocratico “Summit di Copenhaghen”, i popoli e i movimenti sociali sono coinvolti nella costruzione e nell’approfondimento dell’ “Accordo dei Popoli”. Consideriamo l’Accordo dei Popoli raggiunto nel vertice di Cochabamba come il nostro punto di partenza, che si deve approfondire e deve essere dibattuto nella stessa logica con la quale è stato costruito, cioè nell’ambito dei dibattiti e delle proposte dei propri popoli, movimenti e organizzazioni sociali.

Le mobilitazioni, i dibattiti, le riunioni e le attività che si realizzeranno da parte delle reti e delle organizzazioni sociali a Cancun, Messico, parallelamente e all’interno della COP 16, segneranno un momento chiave per la continuità di questo processo di accumulo e rafforzamento del movimento globale per la giustizia climatica.

Convochiamo per:

Alimentare un ampio interscambio globale di visioni e prospettive, continuando i dibattiti che si sono realizzati a Cochabamba e che si estenderanno oltre Cancun, per costruire a partire dai popoli, le misure e le domande concrete che dovranno essere adottate per invertire la crisi climatica e avanzare verso la giustizia climatica.

Mobilizzarci a Cancun e in tutto il mondo, per respingere le strategie di lucro, gestione e mercificazione che stanno realizzando le imprese transnazionali, le banche e gli interessi finanziari, i governi dei paesi industrializzati e le loro istituzioni internazionali per continuare ad eludere le proprie responsabilità storiche.

Appoggiare e promuovere mobilitazioni decentralizzate in tutto il mondo, come l’appello della Via Campesina a portare avanti “Mille Cancun per la Giustizia Climatica”.

Smascherare le false soluzioni alla crisi climatica, e accusare i loro responsabili, con testimonianze, evidenze e prove concrete degli impatti negativi a livello mondiale dei mercati di carbonio, dei transgenici, degli agro combustibili, della geo-ingegneria, dell’energia nucleare, della cattura e dell’immagazzinamento di carbonio, dei “Meccanismi di Sviluppo Pulito” e degli attuali progetti REDD che si stanno implementando senza riguardo per le reali necessità dei popoli.

Togliere alla Banca Mondiale e alle sue branche finanziarie regionali e internazionali tutti i piani di gestione e finanziamento di fronte al cambiamento climatico e la crisi ambientale globale, perché è una dei principali responsabili dei disastri attuali, dell’imposizione di un modello di sviluppo esclusivo e depredatore e dei condizionamenti finanziari e politici sui paesi poveri. Hanno mantenuto, inoltre, un forte investimento nell’estrazione e nell’utilizzo dei combustibili fossili.

In quanto parte di una strategia globale di Azione, proponiamo:

Di realizzare una giornata globale di azioni, l’8 ottobre, esigendo “Banca Mondiale, fuori dal clima!”, parallelamente all’inizio della riunione annuale di questa entità responsabile di numerose politiche disastrose per i popoli e come parte della “Settimana di Azione Globale contro il debito e la IFIS” dal 7 al 17 ottobre.

Partecipare e appoggiare le mobilitazioni convocate dalla CSA, la CSI ed i sindacati per il 7 ottobre, durante la giornata mondiale per il lavoro dignitoso.
Mobilizzarci ovunque il 12 ottobre, realizzando una Riunione Globale in difesa della Terra Madre e della Giustizia Climatica-Ambientale.

Portare a termine un giorno comune di mobilitazione, il 29 novembre, giorno in cui si darà inizio alla COP 16 a Cancun, in tutto il mondo.
Realizzare mobilitazioni e azioni a livello globale durante la prossima riunione del G20, a Seul, dove si produrrà questo vertice e l’argomento del cambiamento climatico sarà centrale, per tendere il ponte “da Seul a Cancun” tra le mobilitazioni e rivendicazioni che si terranno.

Realizzare mobilitazioni, discussioni, attività, dibattiti e azioni a Cancun, parallelamente e verso la COP 16, in un grande spazio globale per la giustizia climatica, stando allerta e rifiutando qualsiasi accordo negativo che esuli da queste negoziazioni.

Realizzare a Cancun, parallelamente alla COP 16, un’udienza del Tribunale Internazionale dei Popoli sul Debito Ecologico e Giustizia Climatica, per preparare un atto di accusa sui crimini climatici e ambientali.

Costruire una strategia di comunicazione decentralizzata e multisettoriale, orizzontale, collaborativa e aperta, sottoforma di riunione globale, per condividere in modo permanente le iniziative, le attività, i rapporti e le testimonianze delle azioni che si realizzeranno in tutto il mondo, posizioni e proposte per una soluzione sensata della crisi climatica. Questa strategia includerebbe sia i nostri mezzi alternativi di comunicazione sia gli influenti mezzi informativi nazionali ed internazionali che saranno presenti a Cancun.

Implementare il processo di preparazione e discussione per la realizzazione di una Consulta/Referendum Globale sulle politiche nei confronti del cambiamento climatico.

Per realizzare tutto ciò chiamiamo a:

Costituire un Comitato Internazionale aperto a tutte le reti, movimenti, campagne e organizzazioni internazionali, che lavori con sentimento di operatività, unità e solidarietà, rendendo complementari i grandi sforzi di articolazione, mobilizzazione e logistica che stanno realizzando le organizzazioni messicane per assicurare una pressione e il tallonamento della COP 16 a Cancun, così come quello delle mobilitazioni decentralizzate che si realizzeranno durante questo momento chiave in altri luoghi.

Costituire un gruppo di lavoro internazionale per concretizzare la strategia di comunicazione globale, basandosi sulle reti già esistenti di comunicazione alternativa e in professionisti che appoggino l’incidenza nei mezzi internazionali convenzionali.

Utilizzare il sito internet del Dialogo Climatico - Spazio Messicano www.dialogoclimatico.org per divulgare le attività e le mobilitazioni che si realizzeranno in ogni paese o regione, inserire azioni ed eventi auto-organizzati a Cancun e rimanere informati riguardo ai progressi logistici, organizzati e pianificati per i giorni di attività e mobilitazione a Cancun.

Firmano

Redes Regionales
Alianza Internacional de Habitantes
Alianza Social Continental - ASC
Amigos de la Tierra América Latina y el Caribe - ATALC
Campaña Mesoamericana de Justicia Climática
Convergencia de Movimientos de Pueblos de las Américas –COMPA
Confederación Sindical de Trabajadoras y Trabajadores de las Américas -CSA
Coordinadora Andina de Organizaciones Indígenas – CAOI
Encuentro Sindical Nuestra América
Jubileo Sur-Américas
Marcha Mundial de las Mujeres - MMM
Red Internacional de Género y Comercio IGTN
Redes y organizaciones nacionales
Ass. A Sud - Italia
RIGAS - Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale
Blue Planet Project
Common Frontiers - Canadá
Dialogo Climático- Espacio Mexicano - México
Ditsö- Costa Rica
Ecologistas en Acción - España
Fundación Solón – Bolivia
Plataforma Boliviana frente al Cambio Climático -Bolivia
Rede Brasileira pela Integração dos Povos – REBRIP Brasil
Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina, "Mons. Romero" - SICSAL
Servicios Ecuménicos de Formación Cristiana – SEFCA - Guatemala
Solidariedade e Educação- FASE Brasil
Unidad Ecológica Salvadoreña- UNES – El Salvador

Traduzione di Rossella Scordato

 

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