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Napoli si muove contro la privatizzazione dell’acqua

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Campania, acqua, “Vogliamo Napoli capitale d’Italia per l’acqua pubblica. Se Napoli vince, sarà una vittoria non solo per la Campania, ma per tutta l'Italia”così afferma Consiglia Salvio, referente del Coordinamento Regionale della gestione pubblica dell’acqua. Nel settembre 2009 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legge 135/09 che prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali compresa la gestione delle risorse idriche considerate beni di rilevanza economica.

Contro questa norma è partita sin da subito una battaglia intrapresa dai comitati territoriali per l’acqua pubblica, dai forum dei movimenti dell’acqua e dai coordinamenti regionali. Questa battaglia ha coinvolto 1.400.000 persone che quest’anno hanno firmato per il referendum abrogativo contro la legge Ronchi che vuole privatizzare questo prezioso bene comune.

La tenacia e la costanza dei comitati per l’acqua pubblica e di tutti coloro che credono nell’importanza del bene comune dell’acqua, hanno fatto sì che la Giunta comunale di Napoli emanasse una delibera per rendere nuovamente pubblica la gestione dei servizi idrici partenopei. Entro il 21 novembre una commissione dovrà creare un documento sulla fattibilità, consegnarlo al sindaco Iervolino e sottoporlo al Consiglio Comunale dove sarà votato.

“Noi ci aspettiamo- dice Consiglia Salvio - che la commissione di esperti sia riunita al più presto e che subito dopo si deliberi a favore di questa trasformazione dell’ ARIN (azienda che gestisce le risorse idriche della città n.d.a ), da società per azioni ad azienda speciale senza scopo di lucro. Noi, come Coordinamento Campano e come Comitato Campano Acqua Pubblica, siamo qui con un presidio sotto il Comune per fare pressione sia come napoletani, sia come campani. L’importante è fare presto e non incorrere nel rischio che la conversione dell’ARIN S.p.a ad azienda speciale rimanga solo un fatto teorico. Il nostro presidio,iniziato giovedì 4 novembre, terminerà l’11 con una grande manifestazione dove i nostri legali spiegheranno a chiunque che è possibile, anche con la legge Ronchi, mantenere la gestione pubblica dell’acqua. Se Napoli saprà fare i giusti passaggi, diventerà la capitale dell’acqua riscattandosi in un momento in cui non si fanno scelte giuste a livello napoletano, campano e nazionale. Noi riponiamo tutta la nostra fiducia nel Consiglio Comunale a patto che la ripubblicizzazione idrica sia fatta non solo teoricamente ma anche praticamente. Al presidio incontreremo tutti i cittadini , gli assessori e tutte gli esponenti istituzionale per poter vincere. Il 4 dicembre ci sarà una giornata nazionale per il referendum e la moratoria sulle scadenze della legge Ronchi, speriamo che possa trasformarsi anche in una festa per Napoli”.

Giovanna D'Urso

Lapilli

 

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