Ci rivolgiamo tramite questo appello a tutta la città, a chi non si è lasciato spegnere e sta lottando per i propri diritti, ma anche a chi non si è ancora speso in prima persona nella battaglia per una ricostruzione giusta e democratica. Questo è un invito a mettersi in gioco, a fare la propria parte per il futuro di tutti.
AGLI UNIVERSITARI – che si battono per un università pubblica e per aver riconosciuto il diritto ad una città vivibile con mense, aule studio, trasporti e spazi sociali. Una città che una volta per tutte dovrebbe cogliere l’occasione per riconoscere l’importanza fondamentale dell’università e dei suoi studenti accordandogli pieni diritti di cittadinanza.
AI PRECARI, CASSAINTEGRATI E DISOCCUPATI – che vivono sulla loro pelle il prezzo di una crisi che a L’Aquila ci colpisce due volte, lasciandoci nell’incertezza più totale senza nessuna garanzia. Per avere finalmente politiche occupazionali e misure di sostegno al reddito adeguate.
TUTTI dobbiamo essere in piazza uniti il 20 Novembre per costituire un fronte comune di lotta e mantenere uno stato di agitazione permanente. Insieme per batterci contro le scelte ingiuste e autoritarie che si prendono ogni giorno sulle nostre vite, spesso a nostra insaputa e contro i nostri reali bisogni. Per Commissari, istituzioni locali, regione, governo nazionale rappresentiamo solo un fastidioso ostacolo per compiere le loro speculazioni in accordo tra cricche locali e nazionali. Questo fastidio dobbiamo farlo diventare insopportabile, finché i nostri diritti non saranno riconosciuti. Fino a che non saremo direttamente noi i protagonisti dell’oggi e del domani in questa città.
Bisogna per prima cosa mettere fine alla sistematica speculazione che soprattutto dopo il 6 Aprile sta investendo in maniera spaventosa il nostro territorio, strappando a noi cittadini il diritto di decidere che ci spetta nella ricostruzione. Un territorio e una città sempre più anonimi, un’ enorme periferia dove girare in auto tra rotonde e centri commerciali. Un territorio a cui viene impedito di riprendere vita, anche quando riusciamo ad aprire spazi che gliela restituiscono di fatto. E’ per questo che difenderemo ad ogni costo l’area di ColleMaggio e lo spazio sociale di CaseMatte, che oggi sono apertamente sotto attacco e che ci sembra invece un bene comune fondamentale soprattutto in questa situazione. Non è possibile che l’unico interesse di manager e nuovi padroni sia staccare la spina all’unico luogo vivo.
A tutti voi mettiamo da subito a disposizione lo spazio di casematte per incontrarci, conoscerci, mettere finalmente in comune le nostre battaglie.
E’ SENZA PADRONI CHE SI RICOSTRUISCE UNA CITTA’.
BLOCCHEREMO I LORO PROGETTI.
NE VA DEL NOSTRO PRESENTE, DEL NOSTRO FUTURO, DELLA NOSTRA VITA.


